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Da Polizzi un fagiolo cremoso e digeribile in due colorazioni diverse

Le origini di questo fagiolo sono americane ed in particolare delle civiltà Moche che si sono sviluppate lungo la costa del Peru tra il 100 a.c. e il 750 d.c. L’introduzione di questo legume negli ordinamenti colturali di Polizzi è da collegare alle famiglie di nobili e notabili spagnoli che, dopo la visita nella cittadina dell’Imperatore Carlo V° , avvenuta il 14 ottobre 1535, vissero per molto tempo nel territorio. La coltivazione dei fagioli “badda” viene realizzata negli orti irrigui dagli agricoltori del luogo che nel tempo hanno riprodotto il seme autonomamente. Nelle zone più alte del territorio polizzano la semina inizia nella prima decade di giugno e più tradizionalmente coincide con la giornata dedicata a Sant’Antonio da Padova. Nelle zone a quote più basse la semina inizia più tardi, oltre la seconda quindicina di luglio, al fine favorire una migliore allegazione. A distanza di circa 3-4 settimane dalla semina vengono realizzate delle piccole capannine «u pagghiaru» , utilizzando canne e paletti di legno, in modo da consentire alla coltura di potersi arrampicare e sorreggere nel corso del ciclo vegetativo-produttivo. L’acqua irrigua di norma viene somministrata alla coltura con turnazione di 4-6 giorni a seconda l’andamento climatico stagionale. Il fagiolo di Polizzi Generosa si presenta con colorazione bicolore che varia dall’avorio con macchie rosate, aranciate, oppure dall’avorio con macchie viola scuro, quasi nere. Le due colorazioni vengono identificate a Polizzi Generosa come fagiolo “badda bianca” oppure “badda niura” o “munachedda”, a seconda della colorazione rosata – aranciata oppure violacea – nera. Il fagiolo è sapido al palato, con note erbacee e perfino salmastre, leggermente astringente, con sentori di castagna e mandorla nel finale. Con la cottura acquisisce una giusta cremosità senza sfaldarsi. È inoltre estremamente digeribile.