Prendersi cura delle orchidee nel modo giusto: ecco il parere dell’esperto

Spesso le piante più particolari sono anche quelle più “pregiate” (o almeno è stato così in passato), quando la disponibilità di vegetali non adibiti alla coltivazione per concetti estetici è divenuta di uso comune. Soprattutto le piante considerabili “nuove” rispetto alla tradizione antica come quelle native di contesti lontani, come le orchidee sono assolutamente degne di interesse ma prendersene cura è qualcosa di direttamente proporzionale alla loro bellezza.

Prendersi cura delle orchidee nel modo giusto risulta essere qualcosa di assolutamente importante, e non banale, perchè sono piante dalla natura quasi sempre molto particolare.

Non esiste infatti un “ceppo unico” di orchidee ma una vera e propria famiglia di piante, di cui le più conosciute fanno parte del gruppo Asparagales.

Prendersi cura delle orchidee nel modo giusto: ecco il parere dell’esperto

Sono piante che ancora oggi in larga parte sul pianeta non sono coltivate ma crescono spontaneamente, e solo il 15 % risulta essere “domesticato”. E’ una pianta relativamente recente in Europa in quanto arrivata solo a partire dal 18° secolo, subito destando un enorme fascino presso gli appassionati di giardinaggio, quasi sempre all’inizio persone dalle buone possibilità economiche.

La particolarità legata alla natura delle orchidee è la loro natura che le porta ad acquisire nutrienti, a seconda della sotto tipologia anche in modo diverso dalle altre piante, ad esempio quelle più diffuse in Europa hanno una provenienza diretta dall’Asia e fanno parte del gruppo delle phalaenopsis conosciute anche per essere munite di radici aeree, quindi possono acquisire nutrienti anche dall’ambiente circostante.

Quasi sempre si vedono le orchidee in vasi trasparenti ma non solo per una questione estetica: l’habitat ideale dell’orchidea è infatti sempre alla luce seppur non in maniera diretta in, e privilegiano gli ambienti sempre leggermente umidi. In genere vivono bene ad un contesto di umidità simile a quello gradito agli esseri umani, ma non devono stare accanto a deumidificatori, possono essere leggermente vaporizzate senza bagnarle troppo.

Anche la temperatura ideale di queste piante è simile a quella “perfetta” per l’essere umano medio, tra i 16 ed i 25 gradi centigradi.

Anche l’innaffiatura deve essere sottoposta ad una forma particolare, moltissimi utilizzano con successo la tipica tipologia di immersione, ossia prendono direttamente la pianta con tanto di vaso e la immergono in una bacinella di acqua a temperatura ambiente fino alla scomparsa delle bolle in superficie, dopodichè la pianta sarà idratata e potrà lasciata “scolare” dell’umidità in eccesso, processo da effettuare esclusivamente quando il terreno è effettivamente secco.

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