Bulimia: ecco cos’è e come cercare di sconfiggerla

La bulimia è un disturbo alimentare che colpisce principalmente i giovani e si caratterizza per episodi ricorrenti di eccessiva alimentazione seguiti da vomito autoindotto o uso di lassativi. Questa patologia, conosciuta anche come fame da bue, è oggetto di numerosi studi medici per comprendere i meccanismi neurobiologici e psicologici sottostanti che portano a tale comportamento. Le cause possono essere diverse, tra cui predisposizione genetica, disfunzioni neurotrasmettitoriali e pressioni socioculturali legate agli standard di bellezza irrealistici o esperienze traumatiche come abusi o traumi emotivi.

La bulimia può manifestarsi in diverse forme, come quella nervosa caratterizzata da abbuffate seguite da comportamenti purgativi come il vomito, oppure in una forma non purgativa che prevede abbondante esercizio fisico o digiuno dopo le abbuffate. I sintomi tipici di bulimia includono abbuffate incontrollate, comportamenti purgativi come il vomito autoindotto, uso eccessivo di lassativi o digiuno eccessivo, accompagnati da una preoccupazione eccessiva per il peso e disturbi metabolici.

La diagnosi della bulimia richiede una valutazione approfondita dei comportamenti alimentari e dell’atteggiamento verso il cibo, oltre a esami fisici e psicologici per valutare lo stato emotivo del paziente. Il trattamento può includere la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) per modificare gli schemi di pensiero disfunzionali, il supporto nutrizionale per ripristinare il peso corporeo normale e la terapia farmacologica con antidepressivi per gestire la situazione.

Per prevenire la bulimia, è importante educare alla consapevolezza dei disturbi alimentari e affrontare precocemente i primi segnali del disturbo.
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