La spremuta d’arancia fa davvero così bene? Ecco la verità

Spesso si sente dire che bere immediatamente la spremuta d’arancia è fondamentale per assorbire al meglio le vitamine. Tuttavia, questa convinzione non è del tutto accurata. Le sostanze nutritive contenute nella spremuta rimangono comunque disponibili anche dopo un po’ di tempo. Il vero problema sorge a causa del processo di ossidazione, che inizia già dopo alcune ore dall’estrazione del succo. Se la spremuta viene lasciata all’aperto, questo processo si completa in 1-2 ore, mentre se conservata in frigorifero può protrarsi fino a 12 ore.

La spremuta d’arancia fa davvero così bene? Ecco la verità

L’ossidazione non solo altera il gusto della bevanda, ma può anche rendere la spremuta potenzialmente dannosa. Inizia a verificarsi la proliferazione di batteri, inclusi quelli responsabili della salmonella. Pertanto, è consigliabile consumare la spremuta entro un breve lasso di tempo per evitare rischi per la salute. Conservare il succo in frigorifero può ritardare l’ossidazione e la crescita batterica, ma è comunque importante tener presente che la freschezza è un fattore cruciale per garantire una bevanda sicura e gustosa.

Mentre le spremute d’arancia industriali possono conservarsi per mesi grazie alla pastorizzazione, è preferibile consumare immediatamente una spremuta fresca per massimizzare l’assorbimento di vitamina C. I prodotti industriali, se non aperti e lasciati a lungo, mantengono la loro sicurezza, ma il processo di pastorizzazione riduce significativamente il contenuto vitaminico nei succhi di frutta da supermercato.

Per ottenere una deliziosa spremuta d’arancia fatta in casa, selezionate arance mature con polpa sottile e morbida al tatto, preferibilmente tra la fine dell’autunno e l’inizio della primavera. Evitate frutti acerbi o dalla polpa rinsecchita al di fuori di questo periodo. Conservate le arance in casa per un massimo di 10-15 giorni, poiché oltre questo periodo perderanno consistenza e gran parte del loro contenuto d’acqua.

Prima di spremere, schiacciate leggermente le arance per agevolare il processo. Usate uno spremiagrumi manuale o elettrico, poiché centrifughe o frullatori non eliminano l’albedo, la parte bianca tra buccia e polpa, che ha un sapore amaro. Dopo aver tagliato a metà le arance, spremete il succo e filtratelo con un colino a maglia fine per evitare la presenza di semi.

Per un tocco di gusto, potete aggiungere il succo di limone o mandarino, o sperimentare con cedro o pompelmo. Consumate la spremuta immediatamente, poiché tende a ossidarsi, cambiare sapore e perdere vitamina C nel tempo. Tenete presente che la freschezza è cruciale, poiché la vitamina C contenuta è altamente volatile e diminuisce con il passare del tempo.

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