La fiducia fra ascolto, empatia, discrezione, giudizio e coerenza La fiducia fra ascolto, empatia, discrezione, giudizio e coerenza

Cultura del ben-essere

La fiducia fra ascolto, empatia, discrezione, giudizio e coerenza

Per la rubrica «cultura del ben-essere» Maria Moceo riflette sulla fiducia. Ci si può fidare di una persona che “predica bene ma razzola male”?

Maria Moceo - 23/06/2016

La fiducia è il sentimento più importante che regola i rapporti umani, di qualsiasi tipo e natura, e molte volte, rappresenta l’ago della bilancia che tiene in equilibrio un sistema. Quando accade un evento che mette in crisi la fiducia riposta si sperimentano emozioni intense come rabbia, tristezza e vergogna. Esserci per l’altro qualunque cosa accada o sostenerlo anche quando si commette un errore, richiede impegno e sacrificio e, molte volte, non si è disposti o non ci si sente forti abbastanza per reggere il peso del dubbio. Riporre fiducia nell’altro comporta una buona dose di equilibrio e flessibilità, è necessario cioè capire e valutare su chi riporre fiducia in funzione della persona con cui ci si relaziona. Se non si riesce a discriminare adeguatamente si corre il rischio di coltivare numerose delusioni, non tanto perché l’altro tradisce, quanto perché si è stati ingenui. Continue delusioni relazionali portano l’individuo a sperimentare l’estremo opposto, la totale sfiducia e la sospettosità. Come districarsi allora e capire su chi riporre la fiducia? Un elemento che a mio avviso è molto importante riguarda la discrezione, capire cioè se chi si ha di fronte sa essere discreto e buon custode delle informazioni altrui.

Se chiacchierando ci si rende conto che l’altro spettegola, mostrando poca discrezione e poco rispetto per “la cosa altrui”, avrà dimostrato che non è in grado di ben custodire le informazioni: chi ci assicura che domani non spettegolerà su di noi? Oltre la discrezione credo che un altro elemento importante sia il giudizio. Emettere giudizi gratuiti e non richiesti non è una buona pubblicità di se in termini di fiducia, poiché spesso accade che quando ci si confida l’altro sembra più impegnato a dire la propria, giudicando, perdendo di vista la cosa più importante che è l’ascolto. Una buona esperienza relazionale di fiducia è fatta di ascolto, empatia, discrezione, assenza di giudizio e infine di coerenza. Ci si può fidare di una persona che “predica bene ma razzola male”? Rintracciare anche uno solo di questi elementi è importante, gli altri si costruiranno, ma solo se si è disposti ad investire su di se e nella relazione, sostenendo l’altro ed aiutandolo a vedere e ascoltare laddove l’altro guarda e sente.


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