Presidiana: chi vigila sui reflui inquinanti del depuratore? Presidiana: chi vigila sui reflui inquinanti del depuratore?

Misteri cefaludesi

Presidiana: chi vigila sui reflui inquinanti del depuratore?

Chi vigila sulla salute di quanti risiedono nei pressi del depuratore? Nei giorni scorsi Mario Cirincione, un medico che da anni conduce una battaglia contro il malfunzionamento del depuratore ha lanciato un appello ai Nas e all'ufficio igiene.

Redazione - 12/06/2016

Chi vigila sui reflui inquinanti del depuratore di Presidiana che da anni non funziona? Dove vengono scaricati? Chi vigila sulla salute di quanti risiedono nei pressi del depuratore? Nei giorni scorsi Mario Cirincione, un medico che da anni conduce una battaglia contro il malfunzionamento del depuratore ha lanciato un appello ai Nas e all'ufficio igiene. «Continua ad incombere la nuvola nera del terribile depuratore. Sempre la stessa dopo 14 anni e tre amministrazioni» ha dichiarato l'ex primario del Niguarda al nostro giornale. La storia del malfunzionamento del Depuratore di Presidiana è ventennale. Scoppia e arriva alla ribalta nel 1997 quando la Magistratura apre per la prima volta un'inchiesta. Ecco una breve sintesi di quanto è accaduto in questi ultimi 20 anni.

1. 1997: i carabinieri vogliono vederci chiaro
La storia del depuratore che inquina e non funziona viene fuori alla fine degli anni ’90 quando scarichi a mare e corsi d’acqua passano sotto i riflettori dei carabinieri della compagnia di Cefalù guidati dal capitano Jacinto. Al governo della città c'era Simona Vicari. La procura della repubblica di Termini Imerese apre un’inchiesta. Viene condotta dal sostituto procuratore Luciana Caselli. I dati del Lip davano tre chilometri del litorale cefaludese interdetti alla balneazione per inquinamento e coinvolgevano buona parte del lungomare. Tutta colpa dei depuratori di Presidiana e Sant’Ambrogio ma anche delle cinque stazioni di sollevamento dei liquami collocate due a Mazzaforno e le altre in via Porpora, Sant’Oliva e piazza Marina. La Procura vuole vederci chiaro e nomina una commissione di esperti per verificare se depuratori e stazioni di sollevamento possono sopportare il carico estivo della cittadina normanna. Inchieste e blitz dei carabinieri vanno avanti. L'inchiesta si ferma.

2. Luglio 2000: blitz al depuratore della Guardia di Finanza
Un’altra inchiesta è scattata in seguito alle verifiche effettuate al depuratore dalla guardia di finanza di Cefalù comandanta dal luogotenete Giuseppe Altilio. E' il luglio del 2000. I finanzieri, insieme ai tecnici del Lip di Palermo, accertano che il depuratore non funzionava correttamente e le acque reflue anziché essere trattate venivano semplicemente fatte passare attraverso una griglia e successivamente gettate in mare. L'indagine delle fiamme gialle sbarca in tribunale. Davanti al giudice per inquinamento sono finiti il sindaco, il coordinatore dei servizi tecnici del Comune e il conduttore dell'impianto di depurazione.

3. Agosto 2002: alla Giudecca scatta la protesta
Nell'agosto del 2002, sul malfunzionamento del depuratore di Presidiana, scatta una protesta nella zona della Giudecca. A guidarla è Mario Cirincione, primario di chirurgia al Niguarda di Milano che tornava alla Giudecca per trascorrervi le sue vacanze. Ha una abitazione in via Giudecca, al civico 56, dove spera di passare in tranquillità l’estate. Fin dal suo arrivo, però, le sue giornate vengono molestate da una puzza insopportabile che arriva dal vicino depuratore. Decide di segnalare il fatto alle autorità. Usa il telefono, racconta della puzza insopportabile, ma viene ignorato. Prende carta e penna e invia un esposto ai carabinieri rivolgendo ben otto domande. “In questa zona – spiega - si vive con una bomba ecologica in casa, non si sa cosa viene respirato, sicuramente se ne riceve, oltre che terribile disagio, un danno fisico. I residenti soffrono di emicrania, sapore di fiele alla bocca e disturbi neurovegetativi vari. Fra qualche anno magari si scoprirà che i miasmi erano pure teratogeni, nascerà qualche bambino malformato ed il Comune provvederà a dargli qualche insegnante di sostegno ed un piccolo indennizzo. Ho chiesto se sono state fatte ricerche batteriologice. Nessuna risposta. Non ho prove scientifiche che tutto questo faccia bene. Quello che è certo è che si tratta di un gas e come tale entrando in circoli può provocare seri danni alle donne gravide ed ai bambini». La protesta si sposta al Municipio. Un gruppo di residenti, con tanto di mascherina in bocca, si reca nell'Aula consiliare durante i lavori consiliari. La protesta viene ignorata.

4. 2011: La Magistratura sequestra il depuratore
Nel 2011 la magistratura di Termini Imerese sequestra il depuratore di Presidiana. Il suo cattivo funzionamento avrebbe fatto scaricare in mare una quantità eccessiva di scarichi reflui e fognari. A mettere i sigilli è stato il nucleo mobile della tenenza della guardia di finanza di Cefalù comandanta dal luogotenete Giuseppe Altilio. La guardia di finanza accerta che nell'estate del 2010 il depuratore aveva scaricato a mare. Due le ispezioni all'impianto da parte delle fiamme gialle: il 29 luglio e il 5 agosto. Insieme ai marinai dell’Ufficio Locale Marittimo di Cefalù e ai tecnici del Dipartimento di Prevenzione Medico dell’Asp 6 di Palermo i finanzieri hanno accertato che l'impianto di depurazione scaricava direttamente a mare senza alcun trattamento. La pattuglia della Locomare avrebbe anche effettuato dei rilievi e fotografato la presenza di schiume e fanghi in sospensione sul pelo d’acqua trasportati dalle correnti sia all’imbocco del porto di Cefalù, sia nelle zone circostanti.

5. Luglio 2011: Grido d'allarme dall'edilizia in ginocchio
L'edilizia in ginocchio fa scattare un grido di allarme da imprenditori, commercianti e professionisti cefaludesi. In una lettera aperta al sindaco e alle istituzioni pubbliche della cittadina normanna dicono che il forte calo di attività sta compromettendo il futuro economico cefaludese. A firmarla quasi duecento fra imprese artigiane, edili architetti, autotrasportatori, ingegneri, geometri, agenti immobiliari, commercianti, imprenditori, geologi, elettricisti, commercialisti, idraulici, cooperative. La categoria chiede, tra le diverse cose, l’adeguamento del depuratore comunale senza il quale non può esservi espansione edilizia. Solo con un depuratore ampliato e funzionante, infatti, si potranno sbloccare le tante concessioni edilizie bloccate.

6. Settembre 2011: il depuratore scarica a mare
Nel settembre del 2011 viene fuori che grazie ad un by pass il depuratore di Presidiana scaricava a mare i liquami senza dare nell’occhio. A scoprire tutto sono stati i tecnici dell’Arpa, nel mese di marzo, ma il fatto, però, viene alla luce solo dopo sei mesi con l’estate ormai alle porte. A portare alla luce la nuova storia di inquinamento del depuratore è stato allora il capogruppo del partito democratico, Rosario Lapunzina. In una interrogazione presentata al sindaco Pippo Guercio chiedeva la revoca della convenzione con Aps, che gestiva il depuratore, per non aver rispettato gli obblighi cui era tenuta dalla convenzione. “Non è la prima volta – commentava Lapunzina - che si rinviene la presenza di by pass aperto all’interno dell’impianto e che le analisi dei campionamenti danno un esito classificato come tossico”. Per questo Lapunzina chiedeva all'allora sindaco Guercio di attivarsi per tornare alla gestione del servizio idrico mediante gestione diretta da parte del Comune di Cefalù. Lapunzina giudicava “intollerabile la richiesta di pagamento di un canone di depurazione a fronte di un servizio, di fatto, non reso”. Il consigliere chiedeva all’amministrazione l’avvio di una conseguente azione giudiziaria per il risarcimento dei danni ambientali e di immagine arrecati al Comune di Cefalù.

6. Luglio 2012: l'UE boccia il sistema fognario cefaludese
Il 20 luglio del 2012 l'Unione Europea boccia il sistema fognario cefaludese. Al Municipio era arrivato da qualche mese il nuovo sindaco Rosario Lapunzina che così commentava allora la bocciatura dell'Unione europea: «Per la prossima estate funzionerà il depuratore di Presidiana. L’Amministrazione comunale, in raccordo con l’Autorità d’Ambito sta portando avanti le procedure per il potenziamento e l’adeguamento del depuratore di Sant’Antonio, messo sotto sequestro dalla Magistratura, perché incapace di gestire le eccedenze di reflui. La conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto, inizialmente programmata per l’11 luglio scorso, si terrà il prossimo 1 agosto. I lavori di potenziamento del depuratore comporteranno una spesa di 5 milioni e mezzo di euro e dureranno otto mesi. Per la prossima estate, pertanto, contiamo di poter disporre di un impianto pienamente efficiente».

7. Dicembre 2015: Cefalù nella procedura della Comunità europea
Nell'estate del 2013 il tanto atteso depuratore potenziato, annunciato un anno prima dal sindaco Lapunzina, non è arrivato. Non è arrivato nemmeno negli anni a seguire tanto che lo scorso mese di dicembre la città di Cefalù finisce in un procedura della Comunità europea. Il problema è legato proprio al depuratore per il quale c'è un finanziamento di circa cinque milioni di euro per il suo ampliamento.

8. 9 giugno 2016: nuovo annuncio del sindaco sul depuratore
Lo scorso 9 giugno è arrivato un nuovo annuncio del sindaco sui lavori di potenziamento del depuratore di Presidiana. «Il 26 aprile scorso - dice - vi è stata l'aggiudicazione provvisoria, con una base d'asta di 3,735 milioni di euro, per la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori di adeguamento e potenziamento dell'Impianto, nonché per la sua gestione d'avvio e l'assistenza tecnica annuale. Se non vi saranno ritardi legati a ricorsi, presto l'impresa aggiudicataria, la Calgeco Srl di Motta San Giovanni (RC), darà avvio alla procedura che assicurerà la rifunzionalizzazione dell'impianto.

9. 1997 - 2016: un ventennio di silenzio sugli inquinamenti ...
Dalla primavera del 1997, quando i carabinieri del capitano Jacinto portavano avanti i controlli sul mare e sul depuratore cefaludese, ad oggi sono trascorsi 19 anni. Anni di silenzio su quanto accade a Presidiana con il suo depuratore. Una domanda sorge spontanea: in tutti questi anni dove sono stati scaricati i reflui inquinanti del depuratore di Presidiana se più volte è stato accertato che non funzionava? Chi avrebbe dovuto vigilare sulla salute delle persone ed in particolare su quanti risiedono nella zona della Giudecca? Silenzio! Solo silenzio. Il noto silenzio che da decenni avvolge i tanti misteri cefaludesi. Non fosse stata per la protesta portata avanti dal medico Cirincione davvero si potrebbe anche concludere che ai cefaludesi interessa assai poco della loro salute. Dal 1997 ad oggi, infatti, sempre fatta eccezione per la protesta di Mario Cirincione del 2002, i cittadini di Cefalù, soprattutto coloro che risiedono nei pressi del depuratore, non hanno mai organizzato alcuna protesta a favore della loro salute. Indifferenza dei cittadini ma anche di quelle realtà sociali e associative, presenti nel territorio, che mai hanno preso posizione ufficiale sugli inquinamenti del depuratore. Su quanto accade da un ventennio con il depuratore di Presidiana persino alcuni gruppi di ambientalisti locali hanno fatto registrare solo silenzio.


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