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Castè: il fruttivendolo che «vanniava» per le strade

Castrenze Tumminello detto «Castè» nasce a Cefalù il 12 gennaio 1928. Da giovane comincia a lavorare nelle campagne ma presto con la bicicletta si reca a Castelbuono per vendervi il pesce. Il 14 ottobre 1952 sposa dopo aver fatto la “fuitina”  la ventenne Antonia Barravecchia, anche lei cifalutana. Antonia, che come possiamo vedere dalla foto sotto, a causa della “fuitina” per volere dei genitori, dovette sposare con un abitino nero e non con il tradizionale abito bianco. Da matrimonio di Castè ed Antonia nascono quattro figli: Antonia, Giuseppe, Pina e Carmela. Castè è analfabeta. Acquista un’attività commerciale in Corso Ruggero (angolo Via porto Salvo) ed inizia a fare il fruttivendolo. Il suo fiuto per gli affari è acutissimo. In seguito trasferisce l’attività nel magazzino di fronte alla Via Porto Salvo. Aiutato dalla moglie inizia a vendere  souvenir e poi articoli da regalo. Oggi questo negozio  “Bazar da Castè “ è gestito dal figlio Pino.

Nonostante l’attività del negozio proceda bene, Castè  nella sua vita continua a vendere frutta e fa anche l’ambulante dapprima con un carrettino ed in seguito con un ape a tre ruote.

Negli anni ’70 e ’80 apre una sala di biliardo in via Porto Salvo. Tutti ricordano ancora “u zzu Castè” con la sua voce di tenore che “vanniava “ i suoi prodotti d’ortofrutta. Castè muore il 17 novembre del 2014 due anni dopo la dipartita della sua amata Antonia.