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I mosaici di Cefalù: il Cristo Pantocrator

All’interno della Cattedrale di Cefalù domina il Pantocrator. Volto del Cristo che si trasfigura davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni. Volto che si proclama luce del mondo. Infatti attorno al suo Volto sta un’iscrizione in latino che suona così: “Fatto uomo, io che ho creato l’uomo e divento Redentore di chi ho creato; incarnato, giudico la carne; Dio, giudico i cuori”.

Non è un semplice mosaico da ammirare ma una vera e propria preghiera dipinta. Il Pantocrator della Cattedrale di Cefalù, infatti, è il Dio – Uomo. Tutto in questo mosaico è al proprio posto: persino le due ciocche di capelli che gli incoronano la fronte che ne evidenziano la sua umanità.

E’  vestito con un pallio porfido oro e ricoperto da un celobio di azzurro. Le sue vesti, infatti, dicono la divinità che si riveste di umanità. Il linguaggio dei colori nell’arte iconica è molto importante. Il rosso e l’oro sono simboli della divinità; l’azzurro e il verde quello dell’umanità. Il Pantocrator è vestito con una tunica rossa con lumeggiature d’oro: la sua divinità. Sulle spalle porta un mantello azzurro perché si è fatto uomo.

Egli è il re, sacerdote e profeta e per questo la croce del nimbo è gemmata a corona. Dalla spalla destra gli pende sul pallio, e sotto il cenobio, l’omoforio pontificale fatto da eleganti striature versi su argento. E’ un paramento liturgico usato dai vescovi ortodossi e dai vescovi cattolici orientali di rito bizantino. Il manto azzurro e l’abito pontificale rivelano che Gesù è sacerdote e profeta.

Le sue mani, poi, dicono la salvezza per la creazione. La sinistra regge il Vangelo che è sorretto dal pollice che rimane nascosto. Si vedono, invece, solo le altre quattro dita che indicano il cosmo al quale proprio il Vangelo si rivolge con parole chiare: “Io sono la luce del cosmo chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita”. La mano destra, invece, si atteggia al gesto di chi impone il silenzio. Le tre dita che s’incontrano rimandano alla Trinità divina mentre l’anulare e il mignolo uniti indicano il mistero del Dio che si fa uomo.