Spettacolo.

Una mostra per ricordare Gigi Magni

Nata da un'idea di Lucia Mirisola, moglie di Gigi Magni, e curata da Leila Benhar e Massimo Castellani, la mostra “Gigi Magni: epigrammi all’inchiostro di china” propone all'incirca 300 opere, quasi tutte inedite, selezionate tra i circa mille disegni da lei raccolti in sessant'anni di vita in comune e solo da pochi anni da loro catalogati con Gigi che, via via, ne raccontava l'origine. Come illustra bene il titolo, si tratta di opere “minime” caratterizzate dall’arguzia e dalla sferzante ironia sempre presenti nella vita del Maestro.
La passione di Gigi Magni per il disegno è nata sui banchi di scuola ed è stata coltivata per tutta la vita. Il disegno è stato uno dei mezzi espressivi utilizzati per comunicare la sua visione del mondo, nel passato come nel presente. Fin dagli anni cinquanta ha collaborato con il Marc'Aurelio e poi con Il Corriere della Sera e Il Messaggero, pubblicando, oltre ad articoli, racconti e novelle anche molte strisce e vignette. Tra i disegni in mostra sono particolarmente mordenti quelli dedicati all’”Africa”, alla “Sicilia” e alla “Politica”. Tra le opere in mostra i pizzini, comunicazioni familiari per la gestione quotidiana di casa, scambiati tra Gigi e Lucia Magni al posto degli usuali bigliettini.
Inoltre, nella sezione “Gigi sul Set” la mostra raccoglie una serie di fotografie scattate durante le riprese dei film. Le immagini raffigurano Magni insieme alla troupe e ad alcuni degli attori protagonisti delle sue pellicole, da Ugo Tognazzi ad Alberto Sordi, da Giancarlo Giannini a Ornella Muti, solo per citarne alcuni. La mostra accompagna la rassegna cinematografica “La Roma di Gigi Magni”, realizzata in collaborazione con CSC-Cineteca Nazionale, che tutte le domeniche (dal 13 luglio al 21 settembre 2014) ripercorrerà la storia di Roma attraverso le pellicole del Maestro. Si parte con la Roma del 187 a.C. con Scipione detto anche l’Africano per poi proseguire con il 1534 d.C. con “State Buoni se potete” e poi una carrellata di film sull’800: “La Tosca”, “Nell’anno del Signore”; “La Carbonara”, “In nome del popolo sovrano” “’O re”, “In nome del Papa Re”. Chiuderanno la rassegna, rispettivamente il 20 e il 21 settembre “Nemici d’Infanzia” che racconta la Roma del 1944 e “Faustina”, film ambientato nel dopoguerra. L’esposizione è ospitata dalla Casa del Cinema, struttura promossa da Roma Capitale, dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Dipartimento Cultura con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio, di Villa Borghese, Rai e Rai Cinema 01 distribution. La direzione artistica è di Caterina d’Amico. La gestione è di Zètema Progetto Cultura.
Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni, 1 Roma
Ingresso: da Piazzale del Brasile e da qualunque accesso a Villa Borghese
Giuseppe Longo
giuseppelongoredazione@gmail.com



E' possibile commentare l'articolo, nell'apposito spazio sotto, solo se si possiede un account regolarmente registrato su un social network. Per questo cefalunews non è responsabile per ciò che si scrive nei commenti. La responsabilità di ciò che riporta ogni commento è del suo autore: identificato con precise generalità che vengono registrate negli archivi del social network nel momento in cui si iscrive e ottiene un proprio account

.