Perché non dare la Corte delle stelle ai giovani?

«Quattro su otto consiglieri della maggioranza non superano i 40 anni. Agiscono come vecchi politicanti senza determinare nessun cambiamento significativo»

Mario Macaluso - mercoledì 23 aprile 2014 - Intervista

«Essere giovani a Cefalù oggi è alquanto difficile. Bisogna avere tanto coraggio per restarvi, ma ci vuole tanta forza anche per lasciarla questa terra che amiamo sopra ogni mortificazione sociale e politica». Lo afferma Silvio Ciolino che abbiamo intervistato per conoscere come vivono, e cosa pensano in questo particolare momento, i giovani di una città turistica come Cefalù.

Che vuol dire essere giovane a Cefalù oggi?
Se analizzo i numeri dei giovani coetanei che lasciano la nostra città, privi di speranza di essere valorizzati, vengono i brividi e tanta rabbia. Brividi per il numero impressionante di coloro che abbandonano sconfortati e rabbia per le occasioni perse con la fuga di questi cervelli. Essere giovani a Cefalù oggi è alquanto difficile. Bisogna avere tanto coraggio per restarvi, ma ci vuole tanta forza anche per lasciarla questa terra che amiamo sopra ogni mortificazione sociale e politica. Essere giovani a Cefalù, oggi, vuole significare mettere a dura prova giornalmente la propria pazienza e la propria dignità. La mancanza di un lavoro è forse il tassello mancante, quello fondamentale, ma se frughiamo nei contorni della quotidianità la situazione diventa ancora più imbarazzante. Manca la voglia di fare, mancano i servizi e più di tutto manca chi crede in noi, mancano dunque gli stimoli. Che cosa è stato fatto per i giovani da questa amministrazione? Che attività, spazi, opportunità sono stati creati dall'Assessore che ha la delega sui giovani? Nulla...ahimè.

Secondo te c’è spazio in politica per i giovani cefaludesi?
Se è vero che esiste la massoneria a Cefalù...e non ne dubito...sicuramente le maggiori vittime di questi intrecci politico-massone sono i giovani che vengono artatamente usati e poi esclusi dalla gestione del potere. Ricordo ancora le lontane elezione del 2007. Quella lista civica che portava il nome di “Giovani idee cefaludesi”. Essa portò in Consiglio un giovanissimo, ma poco cambiò da allora. Ci hanno riprovato alle passate elezioni, quelle del 2012. Una quantità industriale di giovani candidati al consiglio, molti di loro dei semplici "riempi liste". Doveva esserci la "Svolta", tutti i giovani, sia di destra che di sinistra, hanno sperato nell'affermazione di un buon numero di giovani in consiglio comunale, soprattutto nelle file della maggioranza che avrebbero certamente cambiato le cose. Quattro su otto consiglieri della maggioranza non superano i 40 anni....eppure agiscono come vecchi politicanti senza determinare nessun cambiamento significativo. Loro più di altri hanno la responsabilità dell'allontanamento dei giovani dalla politica! Nessuno di loro ha mai battuto i pugni sul tavolo di un assessore o del sindaco per pretendere uno spazio da far gestire ai propri coetanei, o la creazione di una consulta...nessun grido, nessuna voce. Oltre alle guerre da Don Chisciotte contro i mulini al vento per le vecchie poste usate per sbandierare la perduta possibilità di dare ai giovani un luogo....nessun altro sforzo si è visto per dare ai giovani altri spazi....perché non mettere in uso la Corte delle Stelle e darlo in gestione ai Giovani? Sono passati due anni e mezzo, cioè mezza sindacatura dal programma del candidato Lapunzina...e ancora la Corte è un orinatoio pubblico!

Cosa pensi della Rivoluzione culturale che si dovrebbe operare a Cefalù?
Che lavoraccio! A Cefalù sono le fondamenta ad essere marce. Vedo tanti giovani che hanno davvero voglia di entrare in clima europeo, con le sue regole del vivere civile, ma vi sono altrettanti giovani che deturpano la loro città in maniera indecente e vergognosa. Numerosi sono gli appelli che si leggono sui social network e sui blog della città, oltre che su Facebook ma, per quanto possa essere innovativo non è di certo il mezzo più adeguato. La gente va educata, sensibilizzata in tutto. Non bastano le scuole, non bastano gli appelli disperati, bisogna scendere in piazza, parlare con e tra la gente. Non è poi così difficile rispettare le regole, ma il problema è che siamo accomodanti; fino ad ora tutto è andato liscio e ci adagiamo facilmente sugli allori, ma dobbiamo capire che un cambiamento alla nostra città dobbiamo darlo e deve partire da quei giovani che davvero amano la propria città.

A Cefalù ci sono tanti problemi irrisolti...
Traffico, ztl, parcheggi, differenziata e smaltimento rifiuti. Non basta un assessore che grida "Europa, Europa" e non bastano manifestazioni in cui si sbandiera la voglia di civilità se poi l’amministrazione stessa non ti garantisce i servizi minimi del vivere civile. Dobbiamo entrare nell’ottica del dover fare sensibilizzazione giornaliera, educazione permanente anche dura, avere il coraggio di imporre un cambiamento VERO, come la chiusura del centro storico, l'attivazione di un ticket per i beni monumentali (era nel programma del sindaco....ma quando??), dare in gestione i beni stessi alle associazioni, ai giovani, incentivare la creazione di imprese giovanili....non "appendendo" su Facebook bandi e poi non avere chi ti guida alla creazione degli stessi. Le idee sono tante, ma non esiste assistenza soprattutto da parte dei grandi e dell'amministrazione. Ho letto la relazione dell’Assessore Leonardis dove sostiene che il punto informativo è aperto ogni giorno con gente qualificata che aiuta i giovani...MENZOGNE, sono andato personalmente e hanno alzato le braccia, quindi se non abbiamo gente qualificata che ci aiuta, come possiamo noi giovani uscire da questo limbo? Solo con l'aiuto di Gesù Cristo e dell'autogestione? Sig!

E cosa pensi della proposta di dividere la città di Cefalù in cinque zone e mettere a capo di ognuna un giovane cui delegare responsabilità e un budget del bilancio comunale per le problematiche legate ad ambiente, arredo urbano, ecologia, igiene, informazione, partecipazione, verde pubblico e tutela degli animali?
Ottima iniziativa, anche se dovrebbe essere già un dato di fatto...esistono le deleghe ai quartieri e ai giovani, basta un po' di fantasia e tutto poteva già essere attuato....ma ahimè manca fantasia e intuizione. Ai quartieri, inoltre per meglio gestire l’intero territorio comunale, includerei anche le contrade che sono ormai più vissute di molte zone urbane. Che fine ha fatto l'assessore che doveva occuparsi dei quartieri, che doveva occuparsi di sant'Ambrogio? Purtroppo Cefalù seppur piccola ha un territorio talmente vasto che risulta difficile tenere sotto controllo tutto. L'asservimento senza se è senza ma ad un uomo solo...rischia di distruggere questo paese. Non può una persona da sola, come il sindaco, gestire tutto. Non si può ragionare seguendo l’ottica del “passa da me prima di operare”, altrimenti ci si paralizza, come è, ad oggi, paralizzata Cefalù. Si potrebbe fare solo se fossimo una piccola borgata di montagna...e neanche.

Cosa pensi del rapporto tra Cefalù e il turismo?
La giusta lettura potrebbe essere quel corso di laurea in Scienze del Turismo Culturale che ci siamo fatti scappare. Chissà dov’erano gli allora amministratori della città… Ma occorre essere un tantino più precisi. Il rapporto tra Cefalù e il turismo è ahimè pessimo. E la colpa non è solo da attribuire a chi ci amministra. Certo è che un assessorato al turismo andrebbe adeguatamente attribuito, ma questa è altra storia. Piuttosto approfitto di questo spazio per dire ciò che penso risponda a verità. Se ci si ritrova allo stato attuale è anche grazie a tutti quegli imprenditori del settore che non hanno saputo imporre un salto di qualità al prodotto che hanno venduto e continuano a vendere da decenni. Con ciò non voglio farne di tutta un’erba un fascio ma, turismo è sinergia, collaborazione, coabitazione, termini che in questa città risultano pesanti per antipatie regresse o molto spesso per “partito” preso.
Invito tutti ad analizzare il Ciclo di vita delle destinazioni turistiche elaborato da Butler nel 1980 e a riconoscere la fase in cui potremmo inserire Cefalù. Occorre che amministratori ed operatori del settore siedano unitamente ad un tavolo proponendo, progettando e programmando di sana pianta un nuovo modo di fare turismo, e che trovino valide alternative per venir fuori dalle fasi di declino/stasi, fasi in cui si identifica Cefalù. Occorre che i suoi abitanti si rendano conto di quanto sia importante fare turismo per ciascuno di noi. Occorre scacciare questa mentalità contadina che ci contraddistingue, nonostante abbiamo da offrire tanto altro ancora.
Ma so che questo sarà solo un sogno , a cui purtroppo ancora credo…

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