Comunicato stampa.

Liberi consorzi

martedì 22 aprile 2014

Rosario Lapunzina
E' positivo che la Giunta Municipale di Termini Imerese abbia avviato il percorso per la fuoriuscita dalla Città Metropolitana e la conseguente adesione al Libero Consorzio di Comuni, di cui all'art. 1 della L.R. 8/2014.
Con il comprensorio di Termini Imerese si sono sviluppate parecchie sinergie e vi è la comune gestione di una importante rete di servizi. Tuttavia, la possibilità di realizzare un autonomo Consorzio di Comuni (art. 2 L.R. 8/2014) appare, allo stato, una utopia. La Provincia di Palermo, in tutti gli 82 comuni che la costituiscono, conta all'incirca, un milione 250 mila abitanti. Di questi, oltre un milione gravitano nei 27 Comuni che, facendo parte dell'Area Metropolitana di cui al DPRS 10/08/1995, sono, almeno in partenza, l'ossatura della nuova Città Metropolitana. La
popolazione insediata nei rimanenti Comuni è pari a poco più di 200 mila abitanti. Per la costituzione di un “autonomo” consorzio di comuni sono necessari, secondo quanto prevede la Legge, ben 180 mila abitanti; di contro, i 28 Comuni della Città a Rete Madonie Termini ne annoverano poco più di 130 mila. Senza contare che alla “scissione” osterebbe quell'altro limite di Legge, per il quale il Consorzio “originario” (ossia, quello della ex Provincia di Palermo) non può, in ogni caso, scendere al di sotto dei 150 mila abitanti (art. 12 L.R. 8/2014), per la creazione di un Consorzio Madonie – Termini, mancherebbero all'appello 50 mila abitanti, che occorrerebbe “reperire” unendo altri Territori, dell'area dei Nebrodi. Operazione non semplice, cui non giova l'odierna discussione, basata sulla rivendicazione di “leadership”.
Una premessa, questa, errata, antitetica rispetto all'idea di “libero consorzio di comuni”, e comunque non aggregante, specie se posta da parte di chi è geograficamente “periferico”, rispetto ad un ipotetico consorzio che racchiuda anche i Comuni dei Nebrodi.
Il sindaco di Cefalù. Rosario Lapunzina



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