Termini Imerese esce. Cefalù resta a guardare?

Termini Imerese vuole assumere un ruolo di leadership nell'ambito della area madonita. E Cefalù resta a guardare...

Redazione - sabato 19 aprile 2014 - Cronaca

Termini Imerese esce dalla Città Metropolitana di Palermo. Intende far parte del Consorzio «Termini - Cefalù - Madonie» all'interno del quale vuole assumere un ruolo di leadership. L'Amministrazione comunale, guidata da Totò Burrafato, all’unanimità ha detto «no» Città metropolitana di Palermo. «Oggi noi stiamo avviando un percorso che vogliamo condividere con gli altri comuni interessati e che è di grande rilievo strategico. Vogliamo far sì – ha commentato Burrafato - che la nostra città abbia un nuovo ruolo di regia nel nostro ambito territoriale al centro della Sicilia settentrionale e sia protagonista di un nuovo metodo di lavoro in tema di programmazione partecipata». La delibera che sancirà il definitivo distacco dalla città metropolitana dovrà essere votata dal consiglio comunale. Successivamente si dovrà deliberare un'altra delibera con la quale sancire la costituzione di un nuovo libero consorzio alternativo a quello esistente e coincidente con il territorio della ex Provincia di Palermo. «Auspichiamo il senso di responsabilità di tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione - continua il Sindaco Burrafato - affinché attorno alla convinta prosecuzione di questo percorso di cooperazione con le Madonie, ci sia il più largo appoggio politico accompagnato dalla precisa volontà e dalla perseveranza nel rimarcare sempre più la vocazione della Città di Termini Imerese ad assumere un ruolo di leadership nell'ambito della area madonita».

Cefalù perde la leadership: le conseguenze Ancora una volta la città rifondata da Ruggero attende in silenzio la fine delle Province e il costituirsi dei nuovi liberi Consorzi. Dopo avere perso il Tribunale, il Centro nascite, l'Agenzia delle Entrate, la Polstrada e non sappiamo ancora quale altro servizio sul territorio, Cefalù si avvia a perdere anche il ruolo di leadership nell'ambito delle Madonie e di quei comuni dei Nebrodi che si trovano ai confini con l'attuale provincia palermitana. Quali saranno negli anni prossimi le conseguenze? La risposta è assai facile immaginarla.

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