L'angolo del satiro

Daniela Mendola

Uomini che sudano, donne che piangono

Venerdì prossimo, i cattolici cefaludesi parteciperanno o assisteranno alla processione del Cristo morto. Il fenomeno processionale è uno dei tratti peculiari di molte feste religiose.
Caratteristica che sta alla base delle processioni cattoliche è la presenza di un simulacro, fulcro ideologico del rito.
La processione, afferma, grida che la religione non è riconducibile ad un credo professato in un luogo chiuso, determinato, definito, ma che essa può andare oltre qualsiasi confine.
Il mostrare, l'ostentare la propria fede, ha una duplice valenza: da una parte, viene marcato un territorio con la presenza di una divinità ,scesa tra la gente, quasi ad esortare i profani ad una conversione; dall'altra parte, il rito processionale ha una precisa funzione di aggregazione sociale.
La struttura della distribuzione dei fedeli lungo il corteo non è casuale, ma riproduce delle differenze di classe e di genere che insistono nel rituale.
Del corteo fanno parte, oltre il clero, le autorità religiose, quelle civili e militari, i fedeli e le confraternite.
Un tempo, appartenere ad una confraternita significava identificarsi in un ordine sociale, in un mestiere. Oggi, i membri di una confraternita non si identificano più in uno status sociale e culturale, ma sono solo accomunati dalla devozione ad un santo, tramandata da padre in figlio.
Le confraternite sono prevalentemente composte da uomini, che, portano in spalla il simulacro del santo cui la confraternita di appartenenza è devota.
I fedeli che partecipano al rito processionale sono, oggi, una realtà eterogenea per sesso, età, estrazione socio-culturale; vi è una diversificazione tra coloro che processionano dietro il Cristo morto e coloro che processionano dietro il simulacro della Madonna Addolorata.
Infatti, dietro l'Addolorata , vi sono solo donne e, nello specifico, nelle prime file donne scalze per un voto fatto alla Madonna.
La Madonna è la donna tra le donne, la madre tra le madri, la benedetta tra le donne,una donna che è diventata sacerdotessa per eccellenza, ministro della divinità.
Il figlio di Dio è nato da una creatura mortale, la più pura tra esse.
Maria non è regina, ma principessa: prima tra pari.
Ed è quasi paritetico il rapporto tra le donne e la Madonna: nel dolore di quella madre, tutte le madri si identificano e, accomunate dall'esperienza della maternità, a Maria chiedono di intercedere in loro favore presso suo Figlio.
Chi meglio può comprendere il dolore di una donna se non Maria? E chi meglio può comprendere il dolore della madre tra le madri, se non una donna?
Agli uomini spetta, dunque, un ruolo che è misura della loro forza fisica; alle donne spetta, invece, un ruolo che è misura del loro pathos, di una sensibilità che nasce dall'empatia.
Tutte le processioni si concludono col rientro del simulacro della divinità nella chiesa di appartenenza:la palingenesi è avvenuta.
Ora la circolarità si chiude, vi è il ritorno alla normalità, alla pertinenza canonica dei luoghi e dei ruoli.



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