Che succede al Giglio? Allarme dalla Uil

Una lettera della Uil lancia un allarme su quanto sta accadendo tra le mura dell'ospedale di Cefalù. Silenzio sulla vicenda da politici e sanitari

Redazione - martedì 15 aprile 2014 - Cefalù

La situazione in cui si trova l’ospedale Giglio è assai critica. A farlo sapere ha pensato la Uil-Fpl che ha scritto una lettera a tutti i lavoratori della fondazione. In quattro hanno firmato il documento: A.Orofino, G.Vicari, G.Salamone ed E.Sesti. In poco più di duemila battute i quattro lanciano un serio allarme su quanto sta accadendo tra le mura del nosocomio cefaludese. A rischio sono i diritti di medici e lavoratori. I sindacalisti della Uil, infatti, fanno sapere di avere messo in campo tutte le proprie forze per salvaguardare proprio i diritti di tutti i lavoratori.

«Il confronto con l’amministrazione è fondamentale – scrivono - per trovare soluzioni di razionalizzazione delle spese che comunque non mortifichino e ledano i diritti di tutti i lavoratori che fino ad oggi, nonostante tutto, hanno fornito tutta la loro professionalità e dedizione». In nome della razionalizzazione della spesa, quindi, per i sindacalisti della Uil, non si possono ledere i diritti di quanti lavorano all’interno dell’ospedale. Dalla lettera si apprende così che la Uil ha chiesto un incontro per riavviare il tavolo tecnico per la progressione di fascia del personale del comparto. Lo stesso sindacato ha chiesto anche un incontro urgente per discutere di produttività, obbiettivi e valutazioni. «Non siamo spettatori passivi rispetto alla riorganizzazione del lavoro del personale sanitario, tecnico ed amministrativo – tengono a precisare i quattro - avendo già effettuato delle riunioni per affrontare tale problematica». Dalla lettera si apprende che hanno anche chiesto l'elenco delle assunzioni con relative qualifiche e bilanci della fondazione. «Non per enfatizzare un ruolo che il sindacato Uil-Fpl ha sempre svolto senza bisogno di pubblicizzarlo a soli fini propagandistici e populistici».

Su quanto sta accadendo all’interno del nosocomio cefaludese ci sono delle responsabilità. «Andare a cercare eventuali colpe di chi ha causato l’attuale situazione sarà compito degli organi competenti – scrivono i quattro sindacalisti - a noi serve capire dove si è sbagliato per adottare correttivi che servano per risollevare le sorti della Fondazione». I firmatari non risparmiano una pesante critica agli altri sindacati. «Sappiate che questo è quello che il nostro sindacato ha sempre fatto ma ci chiediamo dove è stato negli ultimi anni chi, scaricando fantomatiche responsabilità sugli altri, oggi grida allo scandalo non comprendendo che un’azione sindacale seria, onesta e trasparente è l’unico baluardo nei confronti di una situazione critica ma risolvibile con l’impegno di tutti». Una frecciatina critica, con molta probabilità, è da leggere anche nella firma alla lettera dove scrivono a chiari lettere: «Documento firmato, non anonimo». Un modo per mettere in evidenza come altri sindacati non hanno lo stesso coraggio quando distribuiscono i propri documenti senza alcuna firma e in maniera anonima?

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